Afghan Lord, il blog di Nasim Fekrat, giovane blogger e reporter afghano recentemente insignito del premio giornalistico “ISF-Città di Siena 2008”, è stato nominato nella categoria "Miglior Blog del Sud Asia" nell’ambito della quinta edizione del Brass Crescent Awards 2008. Se volete potete votarlo per la vittoria finale rispettando una semplice procedura: seguite il link del Brass Crescent Award, andate in fondo alla pagina, guardate la seconda categoria dal basso, qui potete trovare Afghan Lord, cliccate per selezionare il blog poi andate più in basso nella pagina, inserite il vostro indirizzo e - mail, dopo aver spuntato l’opzione: "I certify that I am only voting once for the Brass Crescent Awards". Infine cliccate per inserire il vostro voto. A questo punto controllate la vostra casella di posta, troverete una email per confermare il vostro voto, per completare la procedura dovete solo cliccare sul link presente nella mail.
Tutti possiamo fare qualcosa
Foto © Nasim Fekrat
Spesso alcuni di voi si sono rivolti a me per ottenere informazioni su come aiutare i bambini afghani, per inviare loro vestiti, scarpe e tutto quello di cui possono aver bisogno, soprattutto adesso che si stanno preparando ad affrontare i freddi e lunghi inverni che caratterizzano quella terra. Naturalmente ne ho parlato con Nasim e lui, insieme all’Associazione dei bloggers afghani, ha deciso di aprire una sottoscrizione denominata “Help Afghan Children” proprio finalizzata a raccogliere fondi per questo proposito. Negli ultimi anni hanno ricevuto materiale da ogni parte del mondo e ringraziano tutti per questo ma si sono resi conto che le spese doganali e di spedizione sono molto alte e poco convenienti. Meglio poter versare anche quei soldi per arricchire la somma utile a supportare il maggior numero di bambini possibile. Naturalmente chi avesse un canale privilegiato e più conveniente per la spedizione, ad esempio attraverso l’ISAF o qualche soldato di stanza in Afghanistan, può continuare ad inviare tutto il materiale che desidera. L’Associazione bloggers afghani assicura che i soldi verranno spesi bene (di questo possiamo essere sicuri visti i risultati concreti delle donazioni fatte per i blogging workshops organizzati dalla stessa associazione) ed a testimonianza dei risultati ottenuti provvederanno a fornire video e foto. Per contattarli e ricevere informazioni (in inglese) potete scrivere a info@afghanpenlog.com oppure a afghanpenlog@gmail.com, ma non esitate a contattare anche me (in italiano, se preferite
)lapo72@gmail.com. Intanto ecco qui sotto il banner per le donazioni, per versare basta cliccare su "ChipIn"(chi volesse inserirlo nel proprio blog può copiare il codice cliccando su “copy” e aggiungerlo al template). Grazie a tutti, dimostriamo a queste creature che siamo capaci di portare amore, non solo armi.
Splinder (04/07/2008) Dal blog di Franca Bassi qui Leggi ancora...
In Afghanistan si continua a bloggare

Come dovuto a chi ha contribuito con le proprie offerte alla sua realizzazione ma anche come testimonianza di un impegno costante e fattivo dell' Associazione blogger afghani, troviamo sul blog del nostro amico Nasim Fekrat un dettagliato resoconto del secondo blogging workshop che si è tenuto nell’antica città di Bamian, dal 12 al 15 giugno, (già annunciato qui) con la presenza di decine di giornalisti e scrittori.
Stavolta hanno partecipato due insegnanti occidentali e tre afghani. Fra gli altri Jeffrey Estern, un giovane giornalista americano, che durante la sua lezione ha affermato “ Nel nostro paese, vale a dire gli Stati Uniti, dopo tre poteri costituzionali, i media sono il quarto potere che controlla l’attività del governo. Tuttavia, in passato non vi era alcun organismo a controllare i mezzi di informazione. Dopo anni e con l'introduzione di tecnologia e di internet, è nato il Weblog. Oggi i weblogs controllano i mezzi di comunicazione, a tal punto che ci sono stati diversi casi in cui i bloggers hanno rivelato la disinformazione messa in atto da alcuni eminenti giornalisti che sono stati poi rimossi, di conseguenza, dalle loro posizioni.".
Da rimarcare, ancora, le presenze femminili afghane, sia fra gli insegnanti che fra i partecipanti, segno che, soprattutto fra i giovani, c’è voglia di cambiamento e di libertà, in primo luogo per le donne, ancora oggi vittime di ingiustizie e discriminazioni. Questo è il secondo blogging workshop tenutosi in Afghanistan dopo quello svoltosi a Kabul qualche mese fa e l’Associazione Blogger Afghani ha intenzione di organizzarne di simili in altre città, come Herat; Mazar - Sharif, Jalalabad, Kandahar, Bamyian e Daikundi. E quindi, a rischio di sembrare noiosa, chiedo ancora, a loro nome, il vostro aiuto. Anche un piccolo aiuto (per farlo cliccate qui). Possiamo stare sicuri, viste le testimonianze, che i nostri soldi andranno a buon fine.
Il Blogging è un fenomeno assolutamente nuovo in Afghanistan e la maggior parte delle persone non lo pratica in maniera professionale. Pertanto, questi laboratori diretti dall’ Associazione Blogger afghani potrebbero accelerare e facilitare il processo di professionalizzazione. Oggi la maggior parte dei giovani e degli studenti si rivolgono a questo fenomeno. Nonostante avere accesso a internet sia davvero problematico, sempre più giovani afghani si avvicinano al blogging, e il numero di weblog afghani è in aumento. Fino ad oggi, più di 20000 weblog afghani sono stati registrati dalla gente afghana nei diversi paesi e attraverso vari fornitori di servizi blog, come ad esempio Blogger, WordPress, Blogfa, Persianblog. I direttori del progetto ritengono che promuovere e favorire questo nuovo fenomeno (Weblog) fra la gioventù afghana e gli scrittori possa aiutare la libertà di espressione e istituzionalizzare la democrazia in Afghanistan. Oggi molte riviste emergenti si dichiarano indipendenti e libere ma sfortunatamente sono così legate a tendenze politiche ed a fazioni che praticamente arrivano all’ auto-censura. Il Weblog consente allo scrittore di pubblicare il suo pensiero e le sue critiche liberamente e autonomamente, utilizzando sia il suo vero nome o un nick.
Per quanto mi riguarda non mi rimane che esprimere la mia soddisfazione per aver sostenuto sin dall’inizio un progetto solido, onesto e importante ed aspettare il prossimo workshop, speriamo presto, (ma questo dipende da tutti noi e dalla nostra generosità).
Blogging workshop in Afghanistan, secondo round
Leggiamo sul blog del nostro amico Nasim Fekrat che sta per iniziare a Bamian, il 12 giugno per tre giorni, il secondo blogging workshop organizzato dall' Associazione dei bloggers afghani, dopo quello tenutosi a Kabul qualche tempo fa. Nel suo post Nasim ringrazia tutti coloro che hanno dato il loro sostegno per realizzare questo obiettivo ma si dice molto preoccupato per le pressanti difficoltà economiche e spera che questo a Bamian non sia l'ultimo seminario. I soldi rimasti sono pochi e serviranno per i materiali, per l'affitto del laboratorio informatico, per la connessione internet, il trasporto e il soggiorno. Quindi chiede di nuovo aiuto a tutti noi ed a tutti coloro che hanno a cuore l'Afghanistan e la battaglia per la libertà di espressione. Chi volesse donare, anche una piccola cifra, per sostenere questi ragazzi a raggiungere i loro traguardi può farlo cliccando qui e/o inserendo nel proprio blog il banner per raccogliere le donazioni. Nasim scrive che ci sono state addirittura 49 richieste di partecipazione da Bamian, ma solo 25 accettate, sempre per problemi economici, mettendo in evidenza di aver ricevuto, negli ultimi mesi, molte telefonate da giornalisti, studenti, insegnanti universitari, persone che lavorano nelle ONG che gli chiedevano di andare lì a tenere un seminario per insegnare a bloggare. A chiusura del suo post Nasim lascia un ricordo di Abdul Samad Rohani, il giovane giornalista afghano che lavorava per la BBC, ucciso a Helmand. Ecco, Abdul aveva 25 anni, la stessa età di Nasim, un piccolo contributo dato a dei ragazzi che si battono per un nuovo Afghanistan sarebbe come un omaggio alla memoria di questo reporter coraggioso, ed a tutti coloro, troppi, che hanno sacrificato la vita per amore della libertà in questo paese bellissimo e martoriato.

E se la vita potesse passare da chi vuole suicidarsi a chi è morto per sbaglio?
Da questo preambolo nasce il romanzo “Al di là del muro” di Maria Viteritti. Una storia ambientata in una Bologna postmoderna, dove la clinica Erebo Inc. permette di compiere il trasferimento della vita da una persona all’altra. Protagonista della storia è Giorgio, medico che lavora alla Erebo Inc. La sua vita scorre monotona all’interno della clinica, fino a quando sconvolgenti rivelazioni cambieranno le carte in gioco.
Ordinalo sul sito dell'editore : è scontato del 20% fino al 20 maggio e non paghi le spese di spedizione.
Soldi spesi bene
Quanti di noi davanti a qualcuno che chiedeva una donazione (soldi, per intenderci) per un qualche progetto di solidarietà, non hanno risposto con il fatidico interrogativo " Ma poi siamo sicuri che i soldi arriveranno a destinazione e verranno utilizzati bene?". Molti, a dire il vero, usano spudoratamente questo dubbio per dribblare la richiesta, credendo che possa essere una buona scusa per evitare di mettere mano al portafoglio. Certo, c'è da dire che la realtà non aiuta a diradare un certo alone truffaldino che aleggia su parecchie "raccolte fondi" che girano per terra, mare, e-mail, telefono, posta e simili. Ma, almeno stavolta, sono felice e orgogliosa di poter smentire questa fama negativa. Qualche tempo fa scrissi un post (anche in questo blog) parlando del progetto di Nasim Fekrat, giovane blogger di Kabul, e di un gruppo di suoi amici e collaboratori afghani, di organizzare il primo workshop per promuovere la diffusione dei blog a Kabul e, contestualmente, riportando la richiesta dei bloggers di un piccolo aiuto finanziario per poter realizzare questo obiettivo. Un traguardo nobile ma ambizioso e difficile da portare avanti in Afghanistan, soprattutto per problemi economici e logistici. Bè, il 3 e 4 aprile a Kabul l'Associazione Bloggers Afghani (AfghanPenLog) , superando tutti gli ostacoli, è riuscita a tenere il primo blogging workshop della sua storia. Credo non servano tante parole per testimoniare l'evento, sono sufficienti le immagini (ed anche un pezzo uscito su BBC Persian). La più rappresentativa la inserisco nel post, le altre le trovate a questo link. Cosa c'è di meglio di una documentazione visiva per garantire l'onestà di una iniziativa? Ma anche per mettere in risalto, in un paese tristemente famoso per la condizione femminile non certo invidiabile, la presenza di due donne, di cui una, Masoumeh Ebrahimi, attiva nell'organizzazione del workshop? E poi, siccome questi ragazzi sono testardi, ma principalmente motivati, hanno intenzione di mettere su prestissimo un secondo workshop, perchè, come ha detto lo stesso Nasim, "C'è ancora di più da condividere e impare". Ma per farlo hanno ancora bisogno del nostro aiuto che, chi vuole, può concedere cliccando qui, anche piccolo sarà comuqnue utile, l'euro lì vale moltissimo. Concludo ringraziando Franca (ceglieterrestre), Anna (euridicea) e Mauro Biani, per il sostegno concreto e la collaborazione che hanno regalato per realizzare il (primo) sogno di questi ragazzi, e tutti coloro che hanno donato e che, speriamo, lo faranno.
Come ve la cavate con la geografia?UN CONCORSO LETTERARIO ONLINE
I MIGLIORI LAVORI SU UN'ANTOLOGIA
Vi piace s
crivere?
L'associazione culturale Artelario lancia un concorso letterario che sfocerà nella pubblicazione dei racconti vincitori in un’antologia distribuita a livello nazionale. Potranno partecipare scrittori e poeti, inviando il proprio lavoro entro il 15 maggio. A giudicare le opere saranno gli stessi lettori. I racconti e le poesie pervenute, infatti, saranno messi online su questo sito fino al 31 luglio, dove potranno essere votati dagli utenti.
I venti racconti e le venti poesie che riceveranno il maggior numero di preferenze saranno pubblicati in un’antologia. Il concorso è gratuito per i soci dell’associazione Artelario mentre prevede una quota d’iscrizione per i partecipanti esterni.
Bloggando dall'Afghanistan
Nasim Fekrat è un giovane blogger afgano, reporter e fotografo freelance, che vive e lavora a Kabul. La sua vita non è stata certamente facile. Nel suo paese non ha mai conosciuto la pace ma solo sofferenza e morte. Per qualche tempo è stato anche costretto ad abbandonare l’Afghanistan per le minacce subite da chi non accettava una voce libera e irriducibile come la sua . Ed ha “solo” 25 anni. Nonostante tutto Nasim ama profondamente la sua terra e, mettendo a rischio la propria sicurezza, da molti anni sta cercando, anche attraverso il web, di costruire un futuro migliore, più libero e più giusto. Per sé, per i suoi amici, per le generazioni che verranno. Questo è il suo blog ufficiale in inglese e questo il blog recentemente aperto sulla piattaforma Splinder. Nel 2005 ha ricevuto il premio di Reporters Without Borders per la libertà di espressione sui blog. Nasim è un ragazzo forte, coraggioso, idealista, che si impegna ogni giorno per migliorare, per studiare, per aggiornare le proprie conoscenze e con il desiderio di far sapere al resto del mondo che in Afghanistan non ci sono solo i talebani, i signori della guerra o i mercanti di oppio ma anche ragazzi con emozioni profonde, sentimenti positivi e slanci vitali straordinari. Certo, a volte anche lui si scoraggia, vorrebbe abbandonare un’esistenza troppo rischiosa e faticosa, lasciandosi vivere, diventando “come gli altri” , pensando solo a cercare un qualche modo per mantenersi in equilibrio sul filo sospeso sopra il mare di sofferenza che sommerge la sua gente. Ma poi gli capita, mentre scatta le sue bellissime foto, di incrociare gli occhi di qualche piccolo afgano che cerca l’elemosina congelato dal freddo insieme alla madre, nascosta sotto un burqa e probabilmente vedova, di vedere in quello sguardo quello dei suoi futuri figli e non ce la fa a mollare. Adesso ha deciso di organizzare in Afghanistan, dove anche l’elettricità è un lusso, un blogging workshop, un laboratorio per insegnare a bloggare agli studenti, ai giovani giornalisti ed a tutti coloro che vogliano apprendere come scrivere e diffondere le proprie idee sul web. Ma ha bisogno del nostro aiuto, anche economico (le necessità fondamentali sono l’acquisto di un generatore di corrente e la copertura dei costi del collegamento internet), perché lui ed i suoi collaboratori non sono ancora riusciti ad ottenere alcun sostengo sufficiente per portare a termine gli obiettivi del progetto, tantomeno da istituzioni pubbliche. Chi volesse maggiori informazioni sull’iniziativa può scrivere (in inglese, Nasim non si aspetta che conosciate il farsi-dari
) a questo indirizzo info@afghanpenlog.com. Chi volesse inserire direttamente sul proprio sito-blog il banner per effettuare la donazione on line può scaricare il codice html qui. Sarebbe bello che anche qualche istituzione, associazione o organizzazione italiana decidesse di dare una mano ad un gruppo di giovani afghani motivati e impegnati a seminare futuro e speranza dove regnano ancora troppa rassegnazione e dolore. Io penso che questa sia una delle maniere migliori per aiutare l’Afghanistan, per chi vuole farlo davvero. Certamente un modo migliore delle bombe.
Per donare qui